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Marc Scialom. Impasse du cinema: Esilio, memoria, utopia / Exil, memoire, utopie

Silvia Tarquini
  • 15/11/2012
  • Artdigiland.Com
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Couverture de Marc Scialom. Impasse du cinema: Esilio, memoria, utopia / Exil, memoire, utopie par Silvia Tarquini

Résumé

Présentation de l'éditeur Il volume restituisce alla storia del cinema la memoria storica e cinematografica cristallizzata nell’avventura, in senso antonioniano, di Marc Scialom. Con Lettre à la prison (1969) ci troviamo di fronte ad un film Nouvelle Vague "ritrovato", girato con una camera prestata da Chris Marker e poi scomparso in un abisso ben preciso, personale e storico. La prefazione di Marco Bertozzi cita come riferimenti Alberto Grifi, Chris Marker e Jean Rouch, filmmaker “spaesati”, incessantemente alla ricerca, attraverso il cinema, di un “contatto” con la realtà. Ebreo di origini italiane, toscane, poi naturalizzato francese, Scialom nasce a Tunisi nel 1934. Dopo le persecuzioni naziste nel '43 in Tunisia, le ripercussioni sugli Italiani, meccanicamente associati al fascismo nel periodo dell’“epurazione”, e la strage di Biserta (1961) – denunciata nel cortometraggio La parole perdue (1969) –, si trasferisce in Francia. La sua vita si intreccia, “mancandola”, con la storia del cinema. Lettre à la prison, realizzato senza un produttore e quasi “clandestinamente”, non è sostenuto dai suoi amici cineasti perché "poco politico". Si tratta di un’opera poetica sulla perdita di identità culturale e personale di un esule arabo in Francia, che in realtà mette profondamente il dito nelle piaghe di colonialismo e razzismo; è girato tra Tunisi, Marsiglia e Parigi. Deluso, Scialom chiude il film in un cassetto. Torna alle sue origini, allo studio della lingua e della letteratura italiane. Traduce la Divina Commedia (Le Livre de Poche, 1996). Dopo il ritrovamento di Lettre à la prison, il restauro e la presentazione nel 2008 al Festival International du Documentaire di Marsiglia, dove ottiene la Mention spéciale du Groupement National des Cinémas de Recherche, Scialom torna al lavoro cinematografico con Nuit sur la mer (2012). Biographie de l'auteur Silvia Tarquini dottore di ricerca, lavora in Cineteca Nazionale. Scrive di cinema, video, performance, arti visive. Ha curato i volumi L’inganno più dolce. Il cinema di Alberto Lattuada, Centro Sperimentale di Cinematografia, 2009; La luce come pensiero, Editoria & Spettacolo, 2010; Fabrizio Crisafulli. Un teatro dell’essere, Editoria & Spettacolo, 2010. Autrice di numerosi saggi in volume (tra cui scritti su Wim Wenders, Cesare Zavattini, Valerio Zurlini, Toni Servillo). Ha collaborato con riviste quali «Bianco & Nero», «Arte e critica», «La Furia Umana». È direttrice editoriale Artdigiland.

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