Tra i vari indirizzi di ricerca che si sono sviluppati intorno alle teoriche teatrali, l'analisi strutturale ha praticato - nella conoscenza del testo drammatico - modalità di approccio secondo una prassi che utilizza parametri di natura eminentemente linguistica, ma è stata anche in grado di fornire una «lettura» concreta e pertinente di un testo, fondata su premesse metodologiche che hanno costruito la piattaforma necessaria all'individuazione pratica circa i processi di significazione che da esso scaturiscono. In questo quadro si articola il riconoscimento e la descrizione dei sistemi semiotici di talune opere drammaturgiche di Samuel Beckett (Finale di partita; L'ultimo nastro di Krapp; Tutti quelli che cadono; Giorni felici), con l'intento, da una parte, di selezionare il sistema delle modellazioni comunicative del testo, e, dall'altra parte, di riconoscere e porre in risalto l'originalità della scrittura e delle categorie aspettuali rispetto ai postulati delle situazioni drammatiche convenzionali. SOMMARIO: Premessa - 1. Le figure dell'allentamento: «Finale di partita»: Le figurazioni del disperdimento - Le figure della contrazione - Il richiamo dell'origine - Le figure di confusione - Le figure dell'inerzia - 2. Le inversioni della temporalità: «L'ultimo nastro di Krapp»: Le modalità della riflessione - Le corrispondenze: inscatolamento per successione - Estensione del principio di corrispondenza - L'inversione - Teatro/realtà - 3. Esempio di struttura drammatica di ritorno all'origine: «Tutti quelli che cadono» - 4. La dimensione lineare del discorso: «Giorni felici»: Le tensioni orizzontali - Le tensioni lineari pure - Le tensioni di involgimento - 5. La strategia testuale: «Aspettando Godot»: La diversificazione dei sistemi - La tensione interna/esterna del sistema - La progressione paradigmatica: un segnale della struttura.